LO STADIO

L'Imperia calcio ha sempre giocato sul terreno di gioco sito in Piazza d'armi, in origine via Francesco Crispi.
Il vecchio impianto, di proprietà della Società “I.L.V.A.”, è dotato di una tribuna coperta di legno, sorretta da sei pali di legno, di fronte alla quale è presente una piccola montagnola di terra ed erba, recintata lungo la fascia laterale. Dietro le due porte, ci sono due muri di mattoni, mentre gli spogliatoi sono delle baracche di legno.
Domenica 1 dicembre 1929 è dedicato ufficialmente, a Nino Ciccione, il campo sportivo imperiese.
Per celebrare l'evento, il club neroazzurro organizza un incontro amichevole contro la Ventimigliese, giocato dinanzi ad un pubblico numeroso ed appassionato.
La gara termina in parità, 2-2, grazie alle reti di Geanesi e Poggi per l'Imperia e di Belloni e Rosso per la Ventimigliese.
Queste le formazioni scese in campo:
IMPERIA: Gemelli, Stegani, Casazza, Anzi, Bossano, Garzino, Scevola, Poggi, Filippini, Geanesi, De Maurizi. All. Scevola
VENTIMIGLIESE: Colombo, Garzoglio, Ramella, Molinari, Veglia, Spreafico, Sciolla, Belloni, Deaquino, Acquarone, Rosso.
ARBITRO: Bò di Genova
Imperia è l'unico capoluogo del Regno a non avere un campo sportivo degno di questo nome.

Nell'estate del 1935, subito dopo la promozione in Serie C, iniziano dei lavori di ristrutturazione dello stadio "Nino Ciccione", per rendere l'angusto campo sportivo cittadino, sempre più deficiente nei suoi impianti e per il ristretto rettangolo di gioco, che raggiunge appena le minime misure regolamentari. Sono gli stessi sostenitori neroazzurri a richiederlo, con una emblematica scritta sul muro di cinta posto di fronte alla tribuna di legno: “Siamo in C: e lo stadio?”
A seguito del crollo della tribuna di legno e di un'altra promozione, quella in Serie D, nell'estate del 1959 lo stadio comunale “Nino Ciccione” è fatto oggetto di un'opera di ristrutturazione: è costruita la nuova tribuna coperta in cemento, che affianca quella presente in legno, alla sinistra della quale ci sono i nuovi spogliatoi in cemento; nel settore opposto alla tribuna, è costruita una gradinata in cemento composta da cinque scalini ed è rifatta la recinzione dell'impianto.
Nel mese di febbraio del 1961 la Giunta comunale, presieduta dal sindaco Carlo Gonan, approva il progetto per costruzione del nuovo stadio di calcio, sempre nell'area di piazza d'armi: questo progetto è approvato da tutta la Giunta, ad eccezione dei rappresentanti del Partito Socialista Italiano.
Nel 1967 iniziano i lavori di costruzione dell'impianto, ad opera dell' Impresa Pietro Grosso, con la demolizione delle vecchie tribune e l'esproprio delle case.
Nelle due stagioni 1967-1968 e 1968-1969 l'Imperia 1924 gioca le sue gare casalinghe sul terreno di gioco del “Vladimiro Marengo” di Diano Marina, che è ristrutturato seguendo le indicazioni di una Commissione Tecnica della Lega Semiprofessionisti, con la fattiva collaborazione degli Uffici Tecnici dei Comuni di Imperia e Diano Marina.
Nell'estate del 1969 terminano i lavori ed a settembre dello stesso anno avviene l'inaugurazione dello stadio, in occasione della partita contro l'Albenga, terza giornata del Campionato di Serie D, alla presenza di circa quattromila persone. 

Nell'estate del 1973 il "Nino Ciccione" è dotato di un adeguato impianto d'illuminazione, con quattro torri faro alte trenta metri.
Nel 1985, dopo i tragici fatti dello stadio “Heysel” di Bruxelles, quando, nel corso della finale di Coppa Campioni tra Juventus e Liverpool, morirono 39 persone, tutti gli stadi italiani sono sottoposti ad attenti controlli per valutarne l'agibilità: la Commissione prefettizia imperiese valuta il “Nino Ciccione” inagibile ed i neroazzurri devono giocare le prime gare del Campionato in campo neutro.
Lo stadio è parzialmente riaperto il 20 ottobre del 1985: è agibile solo la Tribuna, mentre gli altri settori sono chiusi al pubblico.
Nel 1990 è riaperto il settore "Distinti", mentre le due "Gradinate" sono agibili nel 1993.
Nell'estate del 1999, dopo la promozione in Serie C2, sono effettuati nuovi lavori di ristrutturazione, per la messa a norma dell'impianto: è rifatta la recinzione dello stadio attorno al terreno di gioco e l'impianto di illuminazione, e sono installate due nuove panchine.
Nell'estate del 2005, causa la costruzione della nuova tratta ferroviaria, è chiuso il settore "Distinti".
Lo stadio ha una capienza totale di circa tremilatrecento posti, divisi in quattro settori:
- la "Tribuna" coperta, con una capienza di circa milleottocento posti.
- la "Gradinata Nord", ritrovo della tifoseria Ultras imperiese, con una capienza di circa cinquecento posti.
- la "Gradinata Sud", destinata ai tifosi ospiti, con una capienza di circa cinquecento posti.
- i "Distinti" con una capienza di circa cinquecento posti. 

Lo stadio comunale, come detto, è dedicato a "Nino" Ciccione, valoroso sportivo imperiese. Ma chi era "Nino" Ciccione?

Ciccione Giovanni Simone Francesco Paolo di Damiano e di Belgrano Giovanna, nato a Oneglia il 30/08/1893 e residente a Oneglia Via non nota stato civile celibe
Notizie militari:
Classe di leva: 1893
Arma o Corpo di appartenenza: Fanteria
Reggimento/Battaglione/Gruppo/Compagnia/Batteria: 41° Reggimento-1° Battaglione-4° Compagnia
Brigata: "Modena"
Mostrine: bianche con due filetti viola
Grado: Caporale
Matricola: 4899
Distretto Militare di: Savona
Data della morte: 15/04/1918
Località della morte: Genova
Causa della morte: postumi di ferite riportate in combattimento
Luogo di sepoltura immediato ed attuale: cimitero comunale di Genova

Dal 21 al 27 luglio 1915 il I°/41° (reparto di appartenenza del Ciccione) ed il III°/42° partecipano alle azioni che i gruppi Alpini "A" e "B" svolgono dal M. Nero contro la q. 2163 (M. Rosso) ed il costone di Luznica, conquistando alcuni elementi di trincea, mantenuti poi con duri sacrifici contro ritorni offensivi del nemico, sistemati da intenso fuoco di artiglieria.
Reparti austro-ungarici fronteggianti:
4° Landwehr e V/1° Fanteria bosno-erzegovese.
Nel corso di tali combattimenti (il 27/07/1915), il Caporale Ciccione venne ferito alla testa e sgomberato dal fronte. Ricoverato dapprima all'Ospedale della C.R.I. di Crema (letto n° 5), fi successivamente riformato. Morì nell'Ospedale Militare di Genova, quasi tre anni dopo, per i postumi delle ferite ricevute.

 

Dette notizie sono state tratte dalla pubblicazione "Gli Imperiesi caduti e dispersi nella Grande guerra 1915-18" di P. Petronio e A. Repetti , depositata presso la biblioteca dell' Istituto Storico della Resistenza e dell'eta' contemporanea per la Provincia di Imperia.

 

 

La vecchia Tribuna in legno. Sulla sinistra Carlotto dribbla un difensore del Savona
La vecchia Tribuna in legno. Sulla sinistra Carlotto dribbla un difensore del Savona

L'attaccante Piero Ranzini insacca l'ennesima rete. Alle sue spalle il vecchio settore dei "Distinti".

Il vecchio impianto
Il vecchio impianto
Il vecchio impianto
Il vecchio impianto
Il vecchio impianto
Il vecchio impianto

Iniziano i lavori di ristrutturazione dello stadio.

La Banda cittadina festeggia il nuovo stadio imperiese.

Monsignor Alessandro Piazza, Arcivescovo della Diocesi di Albenga, benedice il nuovo impianto.

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Sindaco di Imperia Giorgio Verda consegna simbolicamente le chiavi dello stadio al Presidente Nicolò Temesio, sotto lo sguardo dell'Arcivescovo Alessandro Piazza. 

I Dirigenti neroazzurri e le Autorità cittadine calcano il nuovo terreno di gioco del "Nino Ciccione".

Una consuetudine degli anni '70/'80: il lancio in campo dei cuscini, al triplice fischio dell'arbitro. 

Ingresso Tribuna
Ingresso Tribuna
La Tribuna
La Tribuna

La Tribuna centrale

Il settore "Distinti"

La "Gradinata Nord", il cuore della tifoseria imperiese

Lo spogliatoio
Lo spogliatoio

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